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Editoriale
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Care lettrici, cari lettori Il 20 dicembre 2024 il Consiglio federale ha posto le premesse per una politica efficace di lotta alla povertà, che riunirà la Piattaforma nazionale contro la povertà, il monitoraggio della povertà a livello nazionale e una strategia nazionale di lotta contro la povertà. A questo si aggiungerà un Consiglio per le questioni relative alla povertà in Svizzera, che rappresenterà il punto di vista di persone con esperienza di povertà. In questa newsletter troverete inoltre maggiori informazioni sugli eventi della Piattaforma nazionale contro la povertà e altre notizie di attualità nel settore della prevenzione e della lotta contro la povertà. Vi auguriamo una buona lettura. Il gruppo Piattaforma nazionale contro la povertà
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La Confederazione pone le premesse per una politica di lotta alla povertà coordinata ed efficace
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La Confederazione, in collaborazione con Cantoni, Comuni e attori della società civile, intende rafforzare e sviluppare ulteriormente la politica di lotta alla povertà. A tale scopo, riunirà gli sforzi in una struttura nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà che comprenderà la Piattaforma nazionale contro la povertà, il monitoraggio della povertà a livello nazionale, una strategia nazionale di lotta contro la povertà e varie possibilità di partecipazione per le persone con esperienza di povertà. Nella sua seduta del 20 dicembre 2024 il Consiglio federale ha approvato un piano in tal senso. Entro il 2027, sulla base del primo rapporto sul monitoraggio della povertà a livello nazionale, che sarà pubblicato alla fine del 2025, dovrà essere elaborata una strategia nazionale di lotta contro la povertà. Gli obiettivi della strategia saranno integrati anche nella Piattaforma nazionale contro la povertà. Le attività della piattaforma verranno portate avanti almeno fino al 2030. Per sfruttare le sinergie e sviluppare nuove dinamiche, in futuro verrà incrementato lo svolgimento di progetti ed eventi comuni. Le persone con esperienza di povertà continueranno a essere coinvolte nella pianificazione e nella realizzazione delle varie attività. A tale scopo verrà istituito un organo partecipativo indipendente («Consiglio per le questioni relative alla povertà»), che verrà sperimentato nel corso di una fase pilota. Alla fine del 2030 verrà presentato al Consiglio federale un rapporto in merito all’attuazione del piano e ai risultati della piattaforma.
Comunicato stampa del Consiglio federale, 20.12.24 Articolo CHSS in tedesco o francese, 20.12.24 Piano per una struttura nazionale di prevenzione e lotta contro la
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Serie di eventi della Piattaforma nazionale contro la povertà sulle esperienze concrete di innovazione contro la povertà
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Promuovere cambiamenti, impiegare metodi innovativi o lavorare in modo partecipativo: per tutto questo spesso occorrono coraggio, conoscenze specialistiche e una buona rete di contatti. La Piattaforma nazionale contro la povertà organizza a cadenza irregolare scambi di esperienze online durante i quali gli specialisti possono scambiare conoscenze su approcci innovativi sulla base di esperienze derivate da esempi concreti e quindi imparare gli uni dagli altri e intrattenere contatti. Iniziata nel 2023 con esperienze in materia di attuazione di processi partecipativi, dal 2025 la serie di eventi verrà portata avanti con uno spettro tematico più ampio.
Il primo evento della serie si terrà il 1° aprile 2025, con una presentazione sul supporto tra pari nelle misure di integrazione: in diverse organizzazioni per l’integrazione professionale, oltre agli specialisti, anche le persone direttamente interessate forniscono accompagnamento, ad esempio consulenza tra pari e sostegno tra pari per compiti amministrativi. I ricercatori della Scuola universitaria professionale di Berna (BFH) analizzano dal punto di vista scientifico il supporto tra pari. Durante l’evento online, insieme a un rappresentante dell’impresa sociale IG Arbeit (Lucerna), forniranno indicazioni su sfide e fattori di successo del supporto tra pari.
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Prevenzione e lotta contro la povertà delle famiglie
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FR e BS: introduzione di prestazioni complementari per le famiglie
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Le prestazioni complementari per le famiglie contribuiscono a far sì che le famiglie con redditi modesti possano ricevere un sostegno mirato, senza dover ricorrere all’aiuto sociale. Le prestazioni complementari per le famiglie sono attualmente concesse nei Cantoni di Ginevra, Soletta, Ticino e Vaud. Nel settembre del 2024, anche la popolazione del Cantone di Friburgo si è espressa a favore dell’introduzione di prestazioni complementari per le famiglie. La nuova legge, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, prevede, oltre al sostegno finanziario per le famiglie con redditi modesti, anche la creazione di sportelli per le famiglie nei Comuni per offrire sostegno e consulenza. Nell’ottobre del 2024, anche il Gran Consiglio del Cantone di Basilea Città ha approvato l’introduzione di prestazioni complementari per le famiglie e ha incaricato il Consiglio di Stato di elaborare un progetto di legge in merito entro due anni.
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I giovani nella fase di transizione nel mondo del lavoro
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Studio: scioglimento dei contratti di tirocinio per problemi di inadeguatezza
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Nella formazione professionale di base biennale per il conseguimento di un certificato federale di formazione pratica (CFP), circa un quarto dei contratti di tirocinio viene sciolto ( UST 2023). La Scuola universitaria intercantonale di pedagogia curativa (HfH) e la Scuola universitaria federale per la formazione professionale (SUFFP) approfondiscono i motivi di questo fenomeno in un contributo scientifico, giungendo alla conclusione che le ragioni più comuni per cui si annulla un contratto di tirocinio sono problemi di salute e una scelta professionale non ottimale (scelta obbligata). Un buon grado di adeguatezza è dunque il presupposto per il completamento della formazione. Tuttavia, scarse performance scolastiche e problemi di salute possono portare a una scelta non ottimale della professione, che a sua volta può influenzare le prestazioni e la salute durante il tirocinio. Le autrici raccomandano quindi di rafforzare l’autodeterminazione e il sostegno dei giovani nel processo di orientamento, come pure il ruolo chiave e le competenze dei responsabili della formazione professionale che accompagnano i giovani durante il tirocinio. È altresì essenziale che gli attori della formazione professionale continuino a impegnarsi a favore di un migliore riconoscimento sociale delle formazioni CFP.
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Valutazione del programma «Avvenire Giovani» nella Svizzera occidentale e in Ticino
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Il programma «Avvenire Giovani» della fondazione IPT si rivolge agli adolescenti e ai giovani adulti tra i 15 e i 28 anni che hanno interrotto una formazione professionale e/o che necessitano di sostegno nel passaggio all’età adulta e alla vita professionale. Gli adolescenti e i giovani adulti vengono accompagnati da un coach nella scelta della professione e lungo tutto il percorso di tirocinio. Il programma viene attualmente proposto in dieci Cantoni. Una valutazione della Scuola superiore di lavoro sociale di Friburgo effettuata per la Svizzera occidentale e il Ticino mostra che il programma è giudicato positivamente sia dai giovani che dalle imprese. L’accompagnamento da parte dei coach aumenta la qualità dell’integrazione dei giovani in azienda, rafforzando e sgravando i responsabili della formazione professionale. La valutazione mostra tuttavia che il programma non è ancora sufficientemente conosciuto da tutti i gruppi target e partner (servizi per l’orientamento professionale, negli studi e nella carriera, uffici di collocamento, servizi sociali, scuole ecc.).
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Competenze di base degli adulti
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Studio PIAAC: nuove informazioni sulle competenze di base degli adulti
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La Svizzera ha partecipato per la prima volta al programma internazionale per la valutazione delle competenze degli adulti (Program for the International Assessment of Adult Competencies, PIAAC). Questa indagine misura le competenze degli adulti in lettura, matematica elementare e risoluzione di problemi. I risultati indicano che quasi il 30 per cento delle persone di età compresa tra i 16 e i 65 anni in Svizzera (ovvero circa 1,67 milioni di persone) ha competenze limitate in almeno uno di questi ambiti. A incidere sulle competenze sono fattori quali l’età, il livello di formazione, la provenienza (in relazione con il livello d’istruzione dei genitori), nonché la principale lingua parlata e il profilo migratorio.
È emersa una forte correlazione tra il livello di competenze di base, da un lato, e il reddito e l’integrazione nel mercato del lavoro, dall’altro: la metà delle persone che hanno raggiunto valori bassi in tutti gli ambiti di competenze rientra nel gruppo di reddito inferiore. Inoltre, le persone con lacune nelle competenze di base sono in una situazione di disoccupazione in misura superiore alla media.
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Mancata fruizione delle prestazioni sociali
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JU: bilancio della campagna contro la mancata fruizione delle prestazioni sociali
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Il rapporto sociale 2021 del Cantone del Giura mostra che circa il 15 per cento della popolazione cantonale è povera o a rischio di povertà. Tuttavia, soltanto la metà di queste persone fruisce di prestazioni sociali. Nel 2024 il Cantone, in collaborazione con numerosi partner nel settore sociale, ha dunque attuato una campagna per sensibilizzare la popolazione e rendere più facilmente accessibili le informazioni in merito alle prestazioni sociali. Il Cantone traccia un bilancio positivo. Grazie al sito web JU-lien.org, a manifesti, opuscoli e contributi nei media nonché all’offerta di una consulenza telefonica facilmente accessibile, è stato possibile raggiungere persone che finora non fruivano di alcuna assistenza sociale. Durante la campagna, della durata di sei settimane, sono arrivate domande da 145 persone. La maggior parte necessitava principalmente di informazioni e orientamento. È risultato evidente che la maggior parte delle persone non ancora raggiunte erano madri sole e persone anziane che non conoscevano le possibilità di sostegno o, in misura minore, che si vergognavano di richiedere un sostegno.
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Aiuto sociale
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Nuovo rapporto sugli indicatori concernenti l’aiuto sociale nelle città svizzere
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Nelle città la quota di beneficiari dell’aiuto sociale è diminuita. È quanto emerge dal rapporto sugli indicatori 2023 «Sozialhilfe in Schweizer Städten». Nella media delle 14 città partecipanti, il numero delle persone che beneficiano dell’aiuto sociale è diminuito di oltre il 4 per cento. Uno dei motivi è la buona situazione del mercato del lavoro. Una sfida per i servizi sociali delle città è tuttavia la crescente quota di persone con problemi psichici che beneficiano dell’aiuto sociale. Secondo le stime, circa un quarto dei beneficiari soffre di problemi psichici tanto gravi da pregiudicare la quotidianità lavorativa e sociale. Gli specialisti del settore dell’aiuto sociale vanno pertanto sensibilizzati in modo mirato e formati per riconoscere meglio le malattie psichiche e poter reagire in modo adeguato. Oltre alle competenze degli specialisti, sono essenziali anche una buona interconnessione e un buon coordinamento con la psichiatria e altri attori del sistema di sostegno. La mancanza di tempo e un’offerta insufficiente per quanto riguarda l’assistenza psichiatrica e psicoterapeutica rappresentano tuttavia una sfida importante.
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GE: la nuova legge sull’aiuto sociale punta sulla fiducia e sulla responsabilità
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Il 1° gennaio 2025 nel Cantone di Ginevra è entrata in vigore una nuova legge sull’aiuto sociale (Loi sur l’aide sociale et la lutte contre la précarité, LASLP). Questa punta molto sull’accompagnamento sociale, sulla fiducia e sulla responsabilizzazione per promuovere una reintegrazione duratura, scrivono i responsabili dell’Hospice général (l’ufficio del sostegno sociale cantonale) in un articolo della rivista ZESO. Oltre a ridurre l’onere amministrativo a favore di un accompagnamento individuale, la nuova legge semplificherà l’accesso all’aiuto sociale. A partire dal gennaio del 2025, tutti i centri dell’aiuto sociale cantonale hanno ampliato gli orari di apertura e offrono anche sedute di consulenza senza necessità di prenotazione. .
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Debiti e povertà
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Città di Losanna: guida per la consulenza in materia di debiti nell’aiuto sociale
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L’indebitamento può essere una causa ma anche una conseguenza della povertà. I debiti possono mettere a rischio le basi esistenziali, ad esempio rendendo più complicata la ricerca di un lavoro o di un’abitazione. Secondo le stime, tra la metà e i due terzi dei beneficiari dell’aiuto sociale hanno debiti nel momento in cui presentano una richiesta di aiuto sociale (cfr. COSAS 2021). Quando una persona richiede l’aiuto sociale, è quindi essenziale controllare la sua situazione di indebitamento e offrirle una consulenza mirata (cfr. anche raccomandazioni dello studio della Piattaforma nazionale contro la povertà del 2018; in tedesco con riassunto in italiano). Grazie all’unità per il risanamento finanziario (Unité d’Assainissement Financier, UnAFin), i servizi sociali della Città di Losanna dispongono di un apposito servizio di consulenza specializzato. L’UnAFin ha messo a disposizione, in un dossier dell’Artias, una guida pratica per la consulenza alle persone indebitate nel quadro dell’aiuto sociale. La guida si rivolge agli specialisti di servizi sociali, servizi di consulenza sociale o curatele. Oltre a un bilancio sulla situazione di indebitamento, alla consulenza sulle possibilità di estinzione dei debiti e al sostegno nella comunicazione con i creditori, l’aiuto offerto dall’UnAFin include anche un rafforzamento delle competenze di base.
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Monitoraggio della povertà nei Cantoni
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SO: attuazione di un monitoraggio della povertà a livello cantonale
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Analisi fondate, che permettono una comprensione approfondita della situazione della povertà, sono un presupposto importante per combattere in modo efficace questo fenomeno. Allo scopo di raccogliere dati raprpesentativi a livello cantonale, il Cantone di Soletta svolgerà, nel quadro di un progetto pilota, un primo monitoraggio della povertà a livello cantonale. Andranno approfonditi tre aspetti: le condizioni di vita delle famiglie, la situazione delle persone che pur avendo un’occupazione non guadagnano abbastanza per provvedere al proprio sostentamento (working poor), nonché le problematiche relative all’alloggio e al costo delle pigioni. Il monitoraggio verrà svolto secondo il modello della Scuola universitaria professionale di Berna e di Caritas Svizzera. I risultati sono attesi per la fine del 2025.
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